Cenni di  

La denominazione che gli antichi avevano dato a questa località pare sia Lognina. Con questo nome veniva chiamato il promontorio compreso fra l'Arenella e Fontane Bianche.  Conferme etimologiche sulla vocazione marittima del sito  ci viene da Whatmough J.(II, 43), il quale  individua nel temine “Ognina” il toponimo derivante dal greco “longones con significato “pietre forate per tirare a terra le barche”;

'Ognina' toponimo derivante dal greco 'longones' con significato di 'pietre forate per tirare a terra le barche'.

così pure il termine  longasia pali sulle rive per le gomene delle navi”, sembrerebbe avvalorare l’ipotesi. Infine in considerazione della particolare conformazione del sito definente con il porto-canale un angolo dove riparare le barche, si farebbe risalire alla radice greca “oγкoσ”, con significato proprio di  angolo, il toponimo parlante di Ognina.

L’area di Ognina è archeologicamente assai interessante per testimonianze che vanno dall’età preistorica a quella tardo antica; la zona ha subito nel tempo molti rivolgimenti, variando più volte la morfologia costiera, subcostiera e dei fondali prospicienti, cambiando  quindi il modus vivendi delle popolazioni che vi si sono succedute.

Lo studio paleomorfologico della linea costiera di Ognina, ha portato alla luce  cospicue tracce, spesso assai chiare ed evidenti, di intervento antropico, volto allo sfruttamento del terreno e all’utilizzo di questo a fini pratici. In particolare:

Dalle numerose testimonianze presenti in questo tratto di costa , si evince come la fascia costiera di Ognina sia stata intensamente sfruttata nell’antichità:

-   sotto il profilo strategico difensivo in età protostorica, con l’insediamento neolitico;

-   sotto il profilo religioso durante l’età del bronzo con l’escavazione della tomba  a grotticella artificiale con evidente funzione cultuale;

-   sotto il profilo industriale con l’impianto di fornaci per la  preparazione della calce e di cave a cielo aperto per l’estrazione della pietra da taglio;

-   Sotto il profilo marittimo per l’approvvigionamento idrico legato forse alle navi che ivi facevano scalo per rifornirsi di acqua dolce o che comunque trovavano riparo dalle traversie dominanti in quel paraggio.

Questi elementi sono stati individuati dagli studiosi nonostante fortemente erosi dall’idrodinamismo esercitato dagli agenti meteo-marini.

  Vedi la carta archeologica:

Secondo l’ing. Camilliano, l’ingresso del porto di Lognina era in realtà molto più stretto . Esso in epoche passate fu: “slargato di 30 canne1, contenendone il porto sopra 200 di lunghezza. Gli sorge incontro un isoletta, per 200 passi lontana dal continente della Sicilia, che gira di 200 canne e tiene nel mezzo un’antica cisterna.

Ed Agatino Apary nella descrizione delle coste siciliane (1734) scrive: "Canale di Lognina, capace di ricevere contemporaneamente dieci tartane2 e parecchie piccole imbarcazioni. Questo canale è sicuro in ogni tempo per una piccola isola posta dinanzi all’entrata , dove il mare s’infrange. Dal lato sinistro dell’imboccatura vi è una torre per il guardiano; costui quando vede i corsari, suonando una buccina3 dà un segnale per richiamare gente dalla campagna alla difesa dei bastimenti che sono nel canale”.

Il “fiordo4 di Ognina, mentre un tempo serviva da riparo per piccoli legni5, come pure da caricatoio e scaricatoio per i casali che nei dintorni esistevano, ai nostri giorni serve come luogo di ormeggio per piccole imbarcazioni da diporto. 

vedi anche questi argomenti correlati:

  Indagine di topografia marittima sul luogo.

Cenni storici sulla torre di Ognina.


1  Antica misura di lunghezza usata in alcune città italiane prima dell'adozione del sistema   metrico decimale con valori diversi compresi tra i 2 e i 3 metri.

2  Piccoli velieri da carico con un solo albero e bompresso.

Conchiglia tortile chiamata in dialetto brogna.

4  Insenatura marina lunga e stretta.

5  Imbarcazioni.


Bibliografia: "Klearchos 137-148" estratto dalla relazione di Elena Flavia Castagnino in occasione della XI Rassegna di Archeologia Subacquea a Giardini-Naxos il 4-6/10/1996. Anche le foto son tratte dalla relazione.

" Toponomastica del territorio Siracusano " di Antonino Vittorio.